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Nel mondo della grafica, illettering è un termine ampiamente diffuso, ma che in altri contesti è spesso abusato e confuso con quelli di calligrafia e tipografia.
La differenza tra questi tre concetti, e in particolare tra i primi due, è difatti piuttosto sottile, soprattutto perché, agendo tutti nello stesso contesto, sono strettamente correlati gli uni agli altri.

Probabilmente anche tu ti sei imbattuto in questi termini più di una volta, senza però riuscire ad avere un’idea chiara di cosa rappresentino effettivamente.
Cerchiamo allora di definire meglio il lettering e il significato di tale termine, chiarendo il suo rapporto con la tipografia e la sua differenza con la calligrafia.

Traducendo dall’inglese all’italiano la parola lettering grazie all’uso di un dizionario, i risultati che avrai saranno quelli di “scrittura”, “iscrizione” e “scritto”, ma anche di “caratteri”. Tutti questi termini fanno senza dubbio riferimento all’arte della scrittura, ma è anche vero che restituiscono un concetto piuttosto vago, vista anche la differenza di significato tra alcuni di loro.

In realtà, infatti, il lettering ha un significato ben più profondo e complesso, in quanto tale parola definisce un vero e proprio studio delle lettere per la realizzazione del loro disegno, connotandone così una funzione artistica a tutti gli effetti, e non di mera scrittura.

A tutto questo, però, si deve aggiungere il principio di perfetta riproducibilità che le lettere disegnate devono avere, principio che è fondamentale per chiarire il lettering ed il suo significato rispetto a quello della calligrafia. Ogni carattere dovrà, infatti, avere la caratteristica di poter essere riprodotto in qualsiasi momento in modo identico, presupponendo così l’utilizzo di software grafici, di disegno digitale e di stampa. È proprio questa la peculiarità che rende la grafica e il lettering così uniti tra loro, e che distingue quest’ultimo dalla calligrafia, dove la realizzazione delle lettere è invece sempre frutto del disegno a mano libera, ed ha così una valenza prettamente artistica.

Al lettering e alla grafica è poi collegato un altro concetto, quello di tipografia.
Attraverso tale termine si esprime lo studio dell’interazione tra i diversi caratteri, e tra questi e la superficie su cui saranno riportati, presupponendo però sempre la possibilità di una riproduzione in un sistema di stampa. Proprio quest’ultimo aspetto, quindi, esclude la calligrafia da un rapporto con la tipografia.

Gli studi tipografici hanno pertanto l’obiettivo di creare equilibrio tra i differenti caratteri, scegliendo e combinando quelli con il giusto lettering per ottenere un prodotto grafico che sia in grado di comunicare un messaggio, ma anche di essere apprezzato graficamente.

Come vedi, quindi, i tre termini sono molto legati tra loro, ma si differenziano per alcune loro caratteristiche.
La calligrafia è un vero e proprio esercizio di stile, il cui obiettivo è prevalentemente artistico, mentre il lettering ha un significato e una funzione più vicini alla vera e propria comunicazione di un messaggio, durante la quale, però, la componente grafica non deve essere tralasciata, con la tipografia che gioca di conseguenza un ruolo fondamentale proprio in questo.

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